LA TIROIDE: IL CARDINE DEL NOSTRO BENESSERE (Prima Parte)

...

Sei milioni di italiani soffrono di disturbi tiroidei, la maggior parte sono donne. Ipotiroidismo, ipertiroidismo, tiroidite autoimmune di Hashimoto, noduli e gozzo sono i principali problemi tiroidei. Probabilmente hai sperimentato sulla tua pelle questo tipo di problema risolvendolo e forse hai ancora molti dubbi a riguardo. Leggendo i prossimi numeri de "Il Bellese" scoprirai che cos'è la tiroide, quali sono gli esami diagnostici per poterla monitorare, le sue anomalie, le malattie associate, come fare prevenzione e consigli alimentari pratici e utili per poter coadiuvare il trattamento. Che cos'è la tiroide? La tiroide è una ghiandola molto piccola a forma di farfalla, situata nella parte sottostante del collo, sotto il pomo di Adamo (cartilagine tiroidea). Essa produce due ormoni metabolicamente attivi: la Tiroxina (Tetraiodotironina, T4) prodotta per immagazzinare ormone tiroideo, la Triiodotironina (T3) che deriva dalla perdita di un atomo di iodio della T4 (desiodazione periferica) e la Tireoglobulina (Tg) una proteina glicata (una proteina più ingombrante e meno agile) con numerosi residui di tirosina (amminoacido precursore degli ormoni tiroidei), la cui alterazione è la principale causa del gozzo. La tiroide ha continui scambi con altri ormoni (attraverso un meccanismo chiamato feedback) e con alcune regioni del cervello (ipotalamo e ipo­fisi), che generano l'asse ipotalamo-ipofisi-tiroide, che mantiene nella norma i valori tiroidei nel sangue. Nel ­ fisiologico funzionamento dell'asse ipotalamo-ipo­fisi-tiroide, quando i livelli nel sangue (livelli ematici) degli ormoni tiroidei (T3 e T4) si abbassano, l'ipotalamo viene stimolato a produrre il TRH (Thyrotropin Releasing Hormone), un ormone che stimola l'ipo­fisi a produrre il TSH (Thyroid Stimulating Hormone), un altro ormone che, a sua volta, stimola la tiroide a produrre T3 e T4, ristabilendone il livello ematico. Se invece l'ipotalamo rileva una maggiore quantità di ormoni nel sangue, blocca la produzione di TRH e di conseguenza l'ipo­fisi non ricevendo più il segnale dal TRH, non produce più il TSH ed anche la tiroide, per assenza di segnale, smette di produrre gli ormoni T3 e T4. Se in questi processi qualcosa non funziona correttamente si può veri­ficare o una eccessiva produzione di ormoni, determinando l'ipertiroidismo; oppure una carente produzione di ormoni, che è causa di ipotiroidismo. Gli ormoni prodotti da questa piccola ghiandola provocano innumerevoli effetti. Essi infatti producono l'aumento del metabolismo sia basale (entità energetica spesa dal corpo in condizione di riposo o veglia, ad esempio in un soggetto con aumento degli ormoni tiroidei si avrà un aumento del consumo energetico), sia dei tessuti (attività metabolica dei tessuti in condizioni di attività). Hanno inoltre effetti anche sul metabolismo del glucosio e dei lipidi, aumentano la sintesi proteica e aumentano la contrattilità del cuore, innalzando la frequenza cardiaca. Incrementano anche la motilità intestinale, la sintesi della eritropoietina (ormone prodotto dal rene, che stimola la produzione dei globuli rossi da parte del midollo osseo), il flusso renale (quantità di sangue che passa attraverso i reni) e la ­filtrazione glomerulare (quantità di liquidi ­filtrati dal rene in un minuto). Essi stimolano inoltre la produzione endogena di altri ormoni come ad esempio l'ormone GH (Growth Hormone), ormone della crescita che tra le altre funzioni che possiede, regola il trofismo cutaneo (­ fisiologico stato di salute della pelle) e degli annessi cutanei (follicoli piliferi, ghiandole sebacee e sudoripare, vasi sanguigni, nervi, muscoli nervosi e cellule melanofore). La valutazione dei valori tiroidei è un aspetto fondamentale per il nostro benessere, essendo essa coinvolta in molti processi corporei. Per poter valutare il corretto funzionamento della ghiandola tiroidea è estremamente importante eseguire sia gli esami di laboratorio che gli esami strumentali.

Gli esami di laboratorio che vengono effettuati sono la quanti­ficazione di:

  • Ormone tireotropo (TSH)
  • Triiodotironina totale (T3)
  • Frazione libera (FT3)
  • Tiroxina totale (T4)
  • Tiroxina libera (FT4)
  • Calcitonina
  • Paratormone (PTH)
  • Tireoglobulina plasmatica (TG)
  • Anticorpi anti-tiroide (AbTG e AbTPO)

Dallo studio della variazione di uno o più ormoni si può de­finire lo stato di salute della tiroide e il funzionamento. Il TSH è un ormone prodotto dalla ipo­fisi anteriore (sotto il controllo dell'ipotalamo che a sua volta produce il TRH), che va a stimolare la tiroide a produrre gli ormoni T3 e T4. Gli ormoni T3 e T4, nel sangue sono per il 60/70% legati ad altre proteine presenti nello stesso che ne influenzano la concentrazione in quanto direttamente correlata alla presenza di proteine di legame di tali ormoni, mentre per il restante 30/40% sono in forma libera. Settembre 2020 25 La forma libera è la parte biologicamente attiva e, non essendo influenzata dalla concentrazione di altre proteine presenti nel sangue, rappresenta un valido strumento per valutare l' attività tiroidea. Per tale motivo vengono valutate entrambe le forme di T3 e T4, quella legata e quella libera. La Calcitonina è un ormone prodotto dalle cellule parafollicolari della tiroide, ha il ruolo di abbassare i livelli ematici (del sangue) di calcio e fosforo. Il Paratormone, invece, aumentando l'assorbimento della vitamina D, aumenta i livelli di calcio nel sangue. Entrambi contribuiscono nella omeostasi del calcio. La Tireoglobulina è un ormone i cui livelli plasmatici aumentano in alcune patologie tiroidee come il gozzo e le neoplasie. Pertanto è un ottimo indicatore di remissione di malattia (follow up) o di ripresa della stessa. Gli anticorpi anti-tiroide sono gli AbTG (anticorpi contro la tireoglobulina) e gli AbTPO (anticorpi contro la perossidasi tiroidea). L' analisi di questi anticorpi consente di valutare la presenza di alcune patologie tiroidee autoimmuni come il Morbo di Basedow, le tiroiditi autoimmuni, la tiroidite di Hashimoto e il mixedema idiopatico dell'adulto. Accanto agli esami di laboratorio ci sono anche gli esami strumentali che si dividono in due livelli. Gli esami di primo livello, ovvero l'ecogra­fia della tiroide e del collo, la medicina nucleare (scintigra­fia) e l'agobiopsia della tiroide. Questi esami sono speci­fici della tiroide e servono per vederne lo stato di salute. Mentre gli esami di secondo livello, come la Tomogra­fia Assiale Computerizzata (TAC), la Risonanza Magnetica Nucleare (RMN) e la Tomogra­fia a Emissioni di Positroni (PETTAC) sono esami che vengono effettuati in fase pre-operatoria e servono per valutare il coinvolgimento delle strutture circostanti la ghiandola tiroidea.

Oggi la conoscenza del ruolo di questa piccola ghiandola corporea ha raggiunto livelli tali per cui si sa che è di estrema importanza conoscere lo stato di salute della tiroide, in quanto una sua alterazione è causa di diverse patologie, argomento che affronteremo nel prossimo numero de "il Bellese".